Castelcapuano















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Sede storica dei Tribunali napoletani, rappresenta il simbolo che meglio sintetizza l'antica e gloriosa tradizione forense partenopea.

La sua fondazione, di epoca normanna, risale al 1154 ed è riconducibile a Guglielmo I, figlio di Ruggero il Normanno. E', pertanto, il più antico maniero napoletano, per secoli prestigioso palcoscenico della tormentata e alterna storia della città. Per l'intero periodo normanno ricoprì il ruolo di reggia fortificata. Con l'avvento degli Svevi (una volta esauritosi il saccheggio ad opera delle milizie tedesche), Federico II affidò a Giovanni Pisano l'incarico di adattarlo meglio alla funzione di residenza, sì da coniugare la sontuosità necessaria ad una dimora reale con le esigenze militari. In epoca angioina, con la costruzione di Castel Nuovo (meglio noto come "Maschio Angioino"), che assunse il ruolo di reggia, che prima fu di Castelcapuano, il vecchio maniero mutò destinazione, ospitando principi, dignitari e personaggi illustri (vi soggiornò Francesco Petrarca quale legato di Clemente VI), divenendo lussuoso ritrovo per feste, conviti e celebrazioni di rilievo.

Tuttavia, è nel XVI secolo che assume definitivamente l'attuale funzione. Sotto il vicereame di don Pedro di Toledo, infatti, vi vengono riunite le corti di giustizia sino ad allora sparse per la città. Un ruolo rimasto immutato per ben cinque secoli, sino alla costruzione dell'avveniristico palazzo di giustizia sito nel centro direzionale della città, un immenso trapezio dalle megalitiche cubature (si tratta del più grande edificio del genere in Europa), composto da tre torri, tra loro collegate, di varia dimensione, la più alta delle quali raggiunge i 150 metri di altezza.

L'ingresso principale è sormontato dall'enorme aquila asburgica che avvolge lo stemma di Carlo V, e attraverso un largo corridoio con copertura a volta, si accede ad un vasto cortile porticato. Un ampio scalone conduce al piano principale, ove spicca la grande sala della Corte di Giustizia, ovvero il "salone dei busti", nel quale vivono, eternate nel bronzo, le figure dei "grandi" del foro sebezio, che hanno dato lustro all'Avvocatura tutta. L'ampio spazio è completamente affrescato con figure che rappresentano allegorie delle Province del Regno di Napoli (la Campania, la provincia dei Marsi, dei Vestini, dei Picentini, degli Irpini e della Lucania). Annessa al Salone dei Busti è la pregevole Cappella della Sommaria, arricchita da sei dipinti attribuiti a Pedro de Ruviales: la Salita di Cristo al Calvario, la Crocifissione, la Discesa dello Spirito Santo, l'Ascensione, il Giudizio Universale e la Deposizione.

Vari scavi effettuati nell'area di Castelcapuano hanno consentito di riportare alla luce reperti di epoca greco-romana, che avvalorano la tesi secondo cui in loco sorgevano edifici di utilità pubblica e, nella specie, il gymnasium.

Sul retro del castello, dal lato che fronteggia Porta Capuana (splendido esempio di porta fortificata di epoca rinascimentale), sorge la fontana del Formiello (o formello, dal nome dell'antico acquedotto che la alimentava). Realizzata nel 1490, fu interamente rifatta nel 1583, e arricchita degli stemmi di Pedro d'Aragona e Filippo IV.

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