| © copyright by
alessandro biamonte - è vietata la
riproduzione. 
Sede storica
dei Tribunali napoletani,
rappresenta il simbolo che meglio
sintetizza l'antica e gloriosa
tradizione forense partenopea.
La sua
fondazione, di epoca normanna,
risale al 1154 ed è
riconducibile a Guglielmo I,
figlio di Ruggero il Normanno. E',
pertanto, il più antico maniero
napoletano, per secoli
prestigioso palcoscenico della
tormentata e alterna storia della
città. Per l'intero periodo
normanno ricoprì il ruolo di
reggia fortificata. Con l'avvento
degli Svevi (una volta esauritosi
il saccheggio ad opera delle
milizie tedesche), Federico II
affidò a Giovanni Pisano l'incarico
di adattarlo meglio alla funzione
di residenza, sì da coniugare la
sontuosità necessaria ad una
dimora reale con le esigenze
militari. In epoca angioina, con
la costruzione di Castel Nuovo (meglio
noto come "Maschio Angioino"),
che assunse il ruolo di reggia,
che prima fu di Castelcapuano, il
vecchio maniero mutò
destinazione, ospitando principi,
dignitari e personaggi illustri (vi
soggiornò Francesco Petrarca
quale legato di Clemente VI),
divenendo lussuoso ritrovo per
feste, conviti e celebrazioni di
rilievo.
Tuttavia, è
nel XVI secolo che assume
definitivamente l'attuale
funzione. Sotto il vicereame di
don Pedro di Toledo, infatti, vi
vengono riunite le corti di
giustizia sino ad allora sparse
per la città. Un ruolo rimasto
immutato per ben cinque secoli,
sino alla costruzione dell'avveniristico
palazzo di giustizia sito nel
centro direzionale della città,
un immenso trapezio dalle
megalitiche cubature (si tratta
del più grande edificio del
genere in Europa), composto da
tre torri, tra loro collegate, di
varia dimensione, la più alta
delle quali raggiunge i 150 metri
di altezza.
L'ingresso
principale è sormontato dall'enorme
aquila asburgica che avvolge lo
stemma di Carlo V, e attraverso
un largo corridoio con copertura
a volta, si accede ad un vasto
cortile porticato. Un ampio
scalone conduce al piano
principale, ove spicca la grande
sala della Corte di Giustizia,
ovvero il "salone dei busti",
nel quale vivono, eternate nel
bronzo, le figure dei "grandi"
del foro sebezio, che hanno dato
lustro all'Avvocatura tutta. L'ampio
spazio è completamente
affrescato con figure che
rappresentano allegorie delle
Province del Regno di Napoli (la
Campania, la provincia dei Marsi,
dei Vestini, dei Picentini, degli
Irpini e della Lucania). Annessa
al Salone dei Busti è la
pregevole Cappella della Sommaria,
arricchita da sei dipinti
attribuiti a Pedro de Ruviales: la
Salita di Cristo al Calvario, la
Crocifissione, la
Discesa dello Spirito Santo,
l'Ascensione, il Giudizio
Universale e la Deposizione.
Vari scavi
effettuati nell'area di
Castelcapuano hanno consentito di
riportare alla luce reperti di
epoca greco-romana, che
avvalorano la tesi secondo cui in
loco sorgevano edifici di
utilità pubblica e, nella specie,
il gymnasium.
Sul retro del
castello, dal lato che fronteggia
Porta Capuana (splendido esempio
di porta fortificata di epoca
rinascimentale), sorge la fontana
del Formiello (o formello,
dal nome dell'antico acquedotto
che la alimentava). Realizzata
nel 1490, fu interamente rifatta
nel 1583, e arricchita degli
stemmi di Pedro d'Aragona e
Filippo IV.
IhomeI
|